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  • Giordana Mancini, operatrice in comunità per minori - Psicologa clinica

Il mondo a testa in giù

Un gioco divertente

C’era un gioco che da bambina mi divertiva moltissimo. Mi sdraiavo sul divano con le gambe ben distese sullo schienale, i capelli che sfioravano il pavimento e giocavo a guardare il mondo a testa in giù. Mi guardavo intorno, un po’ stordita, e cominciavo ad immaginare come sarebbe stato vivere in quello strano mondo fatto di un soffitto che, come per magia, si trasformava in un pavimento e di un pavimento che, improvvisamente, diventava il mio soffitto da cui pendevano librerie, lampade e poltrone che, in qualche modo a me sconosciuto, si tenevano in piedi senza cadere. Mi piaceva restare un po’ così, a guardarmi intorno con i pensieri sospesi.


Il mondo visto a testa in giù

Mi sono chiesta, allora, come sarebbe stato oggi osservare il mondo da quella prospettiva e ho provato a ripetere quell’esperimento che mi piaceva tanto fare da bambina. Così, un bel giorno, mentre ero in palestra, tutta presa dai miei esercizi, mi sono ritrovata a testa in giù. Ho cominciato a guardarmi attorno con la stessa sensazione di leggero stordimento di quando, più piccola, mi divertivo a fare questo gioco e mi sono detta “proviamo a vedere che succede se da oggi comincio a guardare la realtà da questa insolita prospettiva”. Certo, all’inizio fa un po’ strano, abituarsi a vedere le cose da questa angolazione non è affatto facile, sarà che siamo così abituati a stare con i piedi ben piantati a terra e la testa dritta che svetta sugli altri che quasi ci dimentichiamo quanto, a volte, provare per un solo momento a mettere a fuoco il mondo in modo diverso possa cambiare tutto.


5 minuti al giorno

A poco a poco ho cominciato ad applicare questo strano modo di percepire la realtà circostante 5 minuti al giorno ad ogni situazione, non di più, perché sapete quando il sangue che arriva al cervello diventa troppo la vista si annebbia, i pensieri diventano confusi…che ve lo dico a fare. Ad un certo punto, mi sono resa conto che tutto era diventato possibile addirittura camminare sul cielo! Che cosa strana camminare sul cielo, non è affatto così facile come si possa credere, pensare di poggiare i piedi sulle nuvole soffici e non aver paura di cadere, per riuscirci si deve possedere, innanzitutto, una fervida immaginazione. Semplice, direte voi, basta fare come quando eri bambina, lasciare spazio alla fantasia, ecco, vorrei dirvi che è assai più complicato del previsto, ci vuole esercizio, non viene mica più così naturale, bisogna armarsi di santa pazienza, smettere di pensare e lasciarsi trasportare. Provate, per esempio, a chiudere gli occhi, riapriteli e alzate lo sguardo, bene ora potrete vedere il pavimento sopra la vostra testa, santo cielo avete il pavimento sopra la testa! Dov’è finito il sole? E la luna? E gli uccelli perché non volano più sopra la vostra testa? E adesso, provate a guardare sotto di voi, eccoli, il sole, la luna, gli uccelli, ci state semplicemente camminando accanto, cavolo camminate sul cielo! Insomma, non succede tutti i giorni. Non vi dico poi quanto possa essere ancora più strano guardare le persone stando a testa in giù, con quelle gambe lunghe che assomigliano a due grandi tronchi e fanno quasi paura e poi, provate a guardare il viso, avete mai provato a osservare qualcuno stando a testa in giù? Il mento appuntito assomiglia alla vetta di una montagna e da quaggiù se qualcuno sorride sembra sia triste e se uno è triste sembra stia sorridendo, cambia tutto vi rendete conto?


Tornare bambini si può!

Bene, ora immaginatevi di cominciare a parlare con quel qualcuno, è un po’ faticoso, lo so, ma pensate a quante cose nuove potreste scoprire in questo modo, a quante piccole novità potreste prestare attenzione, cose che nei modi in cui siamo sempre stati abituati a guardarci attorno non avreste mai potuto vedere. Sarebbe di certo un buon metodo per tornare bambini, per capire cosa si prova a guardarsi attorno e vedere tutto con gli occhi della meraviglia, trovarsi davanti ad un mondo nuovo, del tutto sconosciuto. Se immaginassimo di guardare il mondo per la prima volta con quegli occhi dopo un po’ quella diventerebbe la nostra realtà e non ci importerebbe se gli altri camminassero sul nostro cielo e avessero il nostro pavimento sopra la testa, per noi sarebbe assolutamente normale e anzi, ci risulterebbe difficile percepire la loro realtà. Se qualcuno venisse da noi e dicesse “ehi ma non lo sai che il tuo mondo è al contrario?” ci chiederemmo “ma chi è questo qualcuno per dirci che siamo noi a guardarlo nel modo ‘sbagliato’ e non lui?


Potrebbe sembrare insensato e invece ...

Certo, non dico sia facile, all’inizio, quando non si è abituati tutto sembra assolutamente insensato ma basta un po’ di esercizio e tutto ciò che accade è che, improvvisamente, ci si rende conto che, ok, forse siamo un po’ matti perché in un pomeriggio di sole su di una panchina al parco, con le gambe penzoloni, ci siamo messi a testa in giù e abbiamo cominciato a guardarci intorno ma, tralasciando per un attimo questi piccoli dettagli, ecco che ciò che stiamo osservando non è altro che la stessa realtà vista da un’altra prospettiva.


Insoliti punti di vista

Allora, forse, non sarebbe male ogni tanto abbandonare il nostro solito, noioso punto di vista e cominciare a guardare le cose in modi diversi, lasciare aperta la via a varie interpretazioni della realtà, essere in grado di capire che le cose non sono esattamente come le abbiamo sempre conosciute, che i modi di percepire il mondo sono molteplici e tutti ugualmente validi. Ecco, credo sia utile a tutti, ogni tanto, provare a guardare il mondo a testa in giù per potersi rendere conto che tutto ciò che abbiamo sempre ritenuto assolutamente vero e inattaccabile, forse così assoluto non lo è e che la realtà è fatta di così tante sfaccettature diverse che, sicuramente, non saremo mai in grado di coglierle tutte, che non bisogna mai dare nulla per scontato e che è bene riempirsi costantemente gli occhi di quella autentica meraviglia di cui solo i bambini sono capaci. Ora scusatemi ma ho bisogno di tornare a poggiare i piedi a terra su quel pavimento che fino a pochi attimi fa è stato il mio cielo, mi sta salendo il sangue al cervello.

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